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La pizza sulla pietra refrattaria: la ricetta e come si usa

Pizza pietra refrattaria ricetta: la pietra si scalda 45 minuti nel forno freddo, la pala si infarina di semola e il disco si trasferisce con un colpo secco. Tempi e segn

DI Redazione Pizza ·
Pizza sollevata con una pala da una pietra refrattaria nel forno di casa, fondo con macchie brune
Pizza sollevata con una pala da una pietra refrattaria nel forno di casa, fondo con macchie brune

La pizza sulla pietra refrattaria è la pizza tonda cotta nel forno di casa direttamente su una lastra di pietra che accumula il calore e lo cede al fondo. Con queste dosi vengono tre pizze da 270 grammi di impasto, il peso giusto per un disco da 30 centimetri su una pietra da 35-38. Servono venticinque minuti di lavoro e circa nove ore di attesa: sei di lievitazione, due di panetti, e i quarantacinque minuti di riscaldamento della pietra, che è il tempo che quasi tutti sbagliano. Per mangiare alle otto si comincia alle undici. La pietra va messa nel forno freddo e scaldata insieme al forno, mai in un forno già caldo.

Tre panetti, semola per la pala e una pietra

Per l'impasto:

Per il condimento di tre pizze:

La pietra è una lastra di cordierite o di pietra refrattaria spessa da 1,5 a 3 centimetri; più è spessa, più calore accumula e più tempo chiede per scaldarsi. La semola serve perché non si brucia sulla pietra come la farina e fa scivolare il disco; la farina 00 sotto la pizza si carbonizza e lascia amaro.

Un impasto medio che scivola

Metti la farina in una ciotola con il lievito e mescola. Versa 280 grammi di acqua e impasta fino a raccogliere la farina. Aggiungi il sale, poi il resto dell'acqua un po' alla volta, aspettando ogni volta che sia assorbita; con l'ultima aggiunta metti l'olio. Un impasto troppo idratato per la pietra è un problema pratico prima che di gusto: si incolla alla pala e non scivola, e la pizza arriva sulla pietra piegata.

Rovescia sul tavolo e impasta dieci minuti con il palmo, spingendo e ripiegando. È incordata quando è liscia, si stacca dal tavolo e un lembo tirato si allunga per un palmo prima di strapparsi. Rimetti in ciotola, copri e lascia sei ore a 22 gradi: quattro d'estate sopra i 27, otto d'inverno sotto i 18. È pronta quando è raddoppiata e la fossetta di un dito torna su lentamente.

Dividi in tre pezzi da 270 grammi, forma i panetti chiudendo i bordi sotto, mettili in un contenitore infarinato con coperchio a quattro dita l'uno dall'altro, e aspetta due ore. Sono pronti quando si sono allargati, sono morbidi e la superficie è liscia. Quaranta minuti prima della fine di questa attesa accendi il forno con la pietra dentro: è il momento in cui i due tempi si incrociano.

Sul tavolo con la semola, poi il colpo di pala

Spolvera il tavolo con semola. Appoggia il panetto e premi dal centro verso il bordo con i polpastrelli, girandolo, fino a un disco di 30 centimetri con un bordo di un dito. Niente mattarello.

Spolvera la pala di semola, non di farina, e mettici sopra il disco. Prima di condire, scuoti la pala: il disco deve muoversi liberamente. Se si è incollato, sollevalo da un lato e soffia sotto un altro po' di semola. Condisci sulla pala, in fretta: 80 grammi di pomodoro salato fino a due dita dal bordo, 90 di fiordilatte scolato. Il basilico e l'olio vanno alla fine. Dal momento in cui il pomodoro tocca la pasta hai un minuto prima che inizi a inumidire il fondo e a incollarsi: la pizza si condisce quando la pietra è pronta, non prima.

Il trasferimento: appoggia la punta della pala sul fondo della pietra, inclinata, e tira indietro la pala con un movimento secco, corto, come togliere una tovaglia. Il disco resta sulla pietra. Un movimento lento lo piega su se stesso. Senza pala: stendi e condisci su un foglio di carta forno, fai scivolare il foglio con la pizza sulla pietra usando il rovescio di una teglia, e dopo tre minuti sfila la carta con una pinza, così il fondo finisce a contatto con la pietra.

Quarantacinque minuti prima, alla massima temperatura

Metti la pietra sulla griglia a metà altezza nel forno freddo e accendi al massimo, 250 gradi o più se il forno li fa, statico. Aspetta quarantacinque minuti dal momento in cui il forno raggiunge la temperatura, non dieci: la spia che si spegne dice che l'aria è calda, ma la pietra scalda per conduzione e dentro è ancora fredda. Con una pietra da 3 centimetri servono sessanta minuti. La prova: un pizzico di semola gettato sulla pietra deve scurire in pochi secondi; se resta chiaro, la pietra è fredda dentro e il fondo della pizza resterà bianco e molle sotto il pomodoro.

Inforna con il colpo di pala e chiudi subito. Dopo 4 minuti il bordo è gonfio: se il forno cuoce più da un lato, gira la pizza di mezzo giro con la pala. In tutto 7-9 minuti. È cotta quando il bordo è dorato con macchie scure, la mozzarella è fusa e lucida, e infilando la pala sotto la pizza scivola libera e il fondo mostra macchie brune. Per il colore del fondo, se il forno lo permette, accendi il grill negli ultimi due minuti con la pietra al livello alto.

Fra una pizza e l'altra aspetta cinque minuti a forno chiuso, perché la pietra cede calore.

Il fondo cotto per contatto, che la teglia non fa

Quello che la pietra cambia è una cosa sola e si verifica sollevando la pizza: il fondo. In una teglia il calore arriva al fondo attraverso il metallo, che è sottile e si raffredda appena ci appoggi l'impasto; sulla pietra il calore arriva da una massa che ne ha accumulato per quarantacinque minuti e lo cede tutto in un colpo, e il fondo prende in pochi secondi le macchie brune, il suono secco e l'asciuttezza che in teglia non arrivano.

La pietra non fa una pizza napoletana: il forno di casa non supera i 250-300 gradi e la cottura resta lunga, il bordo si asciuga più che gonfiarsi. Quello che fa è togliere il difetto più comune della pizza di casa, il fondo pallido e molle. Non va lavata con sapone, che assorbe e restituisce in cottura: si raschia da fredda, e non va messa in un forno già caldo, perché si spacca.

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